Nel 1953 l’antropologo Joseph Epes Brown pubblicò The Sacred Pipe, un testo che raccoglie e trascrive gli insegnamenti trasmessigli direttamente da Nicholas Black Elk (Heháka Sápa), anziano e uomo sacro oglala lakota, riguardo ai sette riti cerimoniali fondamentali della tradizione spirituale lakota, incentrati sul dono della sacra pipa cannunpa.
Secondo il racconto trasmesso da Black Elk, la pipa sacra fu donata al popolo lakota da una figura femminile soprannaturale, la Donna Bisonte Bianco (Ptesáŋwiŋ), apparsa in un tempo di grande carestia a due cacciatori: uno di essi, mosso da intenzioni impure, tentò di avvicinarla e fu istantaneamente ridotto in ossa, mentre l’altro, rispettoso, venne condotto al villaggio dove la donna insegnò alle genti lakota i riti sacri e consegnò loro la pipa, prima di allontanarsi trasformandosi in una bisonte bianca e poi in bisonti di altri colori, scomparendo all’orizzonte.
Il testo descrive in dettaglio sette riti principali: la purificazione nella capanna del sudore (inipi), la ricerca della visione (hanbleceyapi), la danza del sole (wiwanyang wacipi), l’adozione rituale (hunkapi), la preparazione di una fanciulla al passaggio all’età adulta (ishna ta awi cha lowan), il gioco della palla (tapa wanka yap) e la custodia dell’anima di un defunto (wanagi yuhapi): un sistema cerimoniale complesso che struttura l’intero ciclo di vita e le principali transizioni comunitarie presso i Lakota.
Un aspetto rilevante e spesso discusso nella ricezione del testo riguarda proprio la sua natura di trascrizione mediata: Black Elk parlò in lingua lakota attraverso l’interprete Ben Black Elk, suo figlio, e Brown redasse il volume finale in inglese secondo le proprie categorie interpretative, un processo che alcuni studiosi lakota contemporanei hanno criticato per il rischio di semplificare o distorcere concetti teologici complessi non facilmente traducibili in un quadro concettuale occidentale.
Nonostante queste tensioni metodologiche, The Sacred Pipe resta una delle fonti scritte più citate e studiate sulla spiritualità lakota, sia negli ambienti accademici sia, in modo più controverso, presso pubblici non nativi interessati alla spiritualità nativa americana: la sua diffusione ha reso Cannunpa Wakan, la pipa sacra, uno dei simboli più immediatamente riconosciuti, e talvolta commercialmente sfruttati, dell’intera religiosità delle Pianure.
Il testo colloca esplicitamente il dono della pipa e dei riti a essa collegati all’interno del più ampio ordine cosmico governato da Wakan Tanka, il Grande Mistero: ogni rito descritto da Black Elk viene infatti presentato non come pratica isolata, ma come strumento concreto attraverso cui l’essere umano può mettersi in relazione diretta con questa realtà sacra che permea l’intero universo lakota.
Ancora oggi la pipa sacra continua a essere trasportata di generazione in generazione da custodi designati all’interno delle famiglie lakota, un ruolo che comporta responsabilità cerimoniali precise e che testimonia la continuità vivente, non semplicemente storica, degli insegnamenti raccolti da Brown: la pipa attualmente conservata come reliquia originale, secondo la tradizione, si troverebbe ancora presso i discendenti della linea di custodia stabilita fin dal dono della Donna Bisonte Bianco.
The Sacred Pipe non va confuso con un’altra opera, più nota al grande pubblico, nata dalla stessa collaborazione con Black Elk: Black Elk Speaks, pubblicato nel 1932 dal poeta John G. Neihardt, che raccoglie invece le visioni personali e la biografia spirituale dell’anziano lakota, distinguendosi per taglio e contenuto dal testo più propriamente rituale e sistematico curato in seguito da Brown. Quanto al lignaggio dei custodi della pipa sacra descritto nel volume, la tradizione lakota riconosce oggi in Arvol Looking Horse il diciannovesimo custode consecutivo, discendente diretto della linea di trasmissione risalente al dono della Donna Bisonte Bianco: dal 1996 Looking Horse promuove anche il World Peace and Prayer Day, una giornata di preghiera intertribale e interconfessionale che porta la pipa sacra e i suoi insegnamenti al di fuori del contesto strettamente lakota, in un dialogo esplicito con altre tradizioni spirituali mondiali.
