Tra le diverse tradizioni che i popoli yoruba hanno tramandato sulla propria origine, una delle più discusse racconta di un sovrano di nome Lamurudu, la cui identità e la cui provenienza restano avvolte in un intreccio di leggenda, migrazione e reinterpretazione storica successiva. In questa versione del racconto, spesso raccolta da storici e missionari del diciannovesimo secolo, Lamurudu viene descritto come un potente re orientale, la cui casata sarebbe stata all’origine della dinastia che avrebbe poi fondato la città sacra yoruba.
Secondo questa tradizione, tra i figli di Lamurudu vi sarebbe stato colui che sarebbe diventato il progenitore mitico del popolo yoruba: Oduduwa, costretto a lasciare la terra paterna in seguito a dissidi religiosi e dinastici, e destinato a intraprendere il viaggio che lo avrebbe condotto a fondare Ile-Ife, la città considerata dai yoruba il luogo stesso della creazione del mondo.
Gli studiosi discutono da tempo quanto questa narrazione rifletta contatti storici reali tra il mondo yoruba e altre culture, e quanto sia invece il frutto di una rielaborazione più tarda, pensata per inserire l’origine yoruba in una genealogia più ampia. Al di là della sua storicità, la figura di Lamurudu resta un tassello importante nel modo in cui la tradizione yoruba ha raccontato, nei secoli, il legame tra il proprio popolo e le grandi migrazioni fondative dell’umanità.
Alcune versioni della tradizione arricchiscono la figura di Lamurudu identificandolo, in un sincretismo probabilmente influenzato dal contatto con narrazioni islamiche giunte in Africa occidentale attraverso le rotte commerciali transahariane, con il re biblico e coranico Nimrod, un accostamento che testimonia quanto le tradizioni orali yoruba fossero permeabili a influssi esterni pur mantenendo una propria coerenza narrativa interna.
La figura di Lamurudu, pur restando sullo sfondo rispetto al più celebre figlio Oduduwa, svolge una funzione narrativa precisa: colloca le origini del popolo yoruba all’interno di una genealogia di respiro più ampio, che collega la fondazione di Ile-Ife a un mondo esterno, orientale, aggiungendo un livello di prestigio e antichità al racconto delle origini che ancora oggi viene tramandato nelle corti tradizionali yoruba.
Il ruolo della genealogia orientale nella tradizione yoruba
La discendenza attribuita a Lamurudu si inserisce in un più ampio corpus di racconti che, a partire dal diciannovesimo secolo, storici e intellettuali yoruba come Samuel Johnson raccolsero e misero per iscritto nel tentativo di ricostruire un’origine unitaria per popolazioni che in realtà si erano formate attraverso processi migratori e di fusione culturale assai più complessi e stratificati nel tempo. La città di Ile-Ife, fondata secondo la tradizione proprio da Oduduwa dopo la partenza dalla corte paterna, resta ancora oggi il fulcro simbolico e religioso a cui questa genealogia rimanda, sede della sacralità regale che lega ogni sovrano yoruba a un’origine divina o quasi divina.
Un racconto delle origini in continua reinterpretazione
Come molte narrazioni fondative, anche quella di Lamurudu ha conosciuto nel tempo varianti e riletture: alcune versioni lo collocano in un contesto puramente locale, altre lo inseriscono in una rete di connessioni con il mondo mediorientale, riflettendo i contatti commerciali e religiosi che il popolo yoruba intrattenne nei secoli con le rotte carovaniere transahariane. Questa fluidità narrativa, lungi dall’essere un difetto, testimonia la vitalità di una tradizione orale capace di adattarsi e arricchirsi a ogni nuova generazione di narratori.
