Periodo storico
Culto azteco, XIV-XVI secolo; celebre statua monumentale rinvenuta a Città del Messico nel 1790
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Come dea madre della terra è accostabile a Papatuanuku della mitologia polinesiana e a Gaia della tradizione greca.
Fonti
Codice Fiorentino, libro III; Bernardino de Sahagún, Codice Fiorentino, libro III; Antonio de León y Gama, Descripción histórica (1792)

Coatlicue

Cōātlīcue ("Colei dalla gonna di serpenti")
Coatlicue, dea azteca della terra madre, generatrice di Huitzilopochtli.

Coatlicue, la “Signora dalla gonna di serpenti”, è la dea madre della terra, divinità primordiale della fertilità e della morte insieme. Madre di Huitzilopochtli, di Coyolxauhqui e dei quattrocento Centzon Huitznahua, incarna la doppia natura generatrice e distruttrice della terra stessa, che nutre la vita e al contempo la reclama nella morte.

Secondo il mito, Coatlicue rimase misteriosamente incinta mentre spazzava un tempio, dopo che una palla di piume le era caduta in grembo; la figlia Coyolxauhqui, ritenendo la madre disonorata, organizzò con i fratelli un attacco per ucciderla, sventato dalla nascita immediata e già armata di Huitzilopochtli.

Le sue rappresentazioni scultoree, tra le più impressionanti dell’arte azteca, la ritraggono con una gonna di serpenti intrecciati, una collana di mani e cuori umani e una testa formata da due serpenti affrontati, simbolo della sua natura terrificante e generatrice al tempo stesso.

La statua colossale di Coatlicue rinvenuta nel 1790 nella piazza principale di Città del Messico è il documento più eloquente della teologia che la riguarda: alta oltre due metri e mezzo, priva di testa — al suo posto due getti di sangue che si affrontano come serpenti — con una collana di cuori e mani amputate, gonna di serpi intrecciate e artigli al posto dei piedi, l’immagine rifiuta programmaticamente ogni tratto materno rassicurante. Ritrovata insieme alla Pietra del Sole, fu giudicata talmente disturbante che le autorità coloniali la fecero riseppellire, e venne dissepolta e reinterrata più volte prima di entrare in museo.

La sua funzione mitica è quella di soglia: è la terra che genera e che divora, madre di Huitzilopochtli e di Coyolxauhqui, e il suo grembo produce il figlio che ne sterminerà gli altri. In questo la teologia azteca si distingue nettamente dalle altre dee madri mesoamericane e mediterranee: la fertilità non è contrapposta alla morte ma la comprende come propria condizione, e le mani e i cuori della collana non sono trofei di guerra ma il nutrimento che la terra reclama per continuare a produrre. Il nome stesso, «Colei che ha la gonna di serpenti», descrive un corpo fatto della materia che divora.

Questa divinità è collegata anche a La Pietra del Sole.

Il monte Coatepec e l’eredità di Tonantzin

Il luogo del prodigio, il monte Coatepec (“Monte del Serpente”), non era per gli aztechi un semplice sfondo narrativo ma il modello cosmico dello stesso Templo Mayor di Tenochtitlan, la cui doppia scalinata rievocava ogni anno, nella festa di Panquetzaliztli, la salita di Coyolxauhqui e dei Centzon Huitznahua contro la madre e la sconfitta che ne seguiva: il tempio era così, letteralmente, la montagna sacra ricostruita in pietra al centro della capitale. Dopo la conquista spagnola, il culto di Coatlicue confluì in parte in quello di Tonantzin (“Nostra Madre”), un appellativo che i missionari associarono alla Vergine di Guadalupe: la sovrapposizione tra le due figure, avvenuta proprio sul colle del Tepeyac già sacro alla dea madre mesoamericana, resta uno degli esempi più discussi di sincretismo religioso nel Messico coloniale.

Dettagli
Dimora
Coatepec ("Monte del Serpente")
Animali sacri
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