Periodo storico
Fonti
Purana; Mahabharata

Naga

I Naga sono esseri-serpente della mitologia induista che custodiscono acque e tesori: tra loro Shesha, su cui riposa Vishnu, e Vasuki, corda vivente nel frullamento dell'Oceano di Latte.

I Naga sono, nella mitologia induista, una stirpe di esseri semidivini con corpo di serpente e, in molte raffigurazioni, volto umano, che abitano il regno sotterraneo di Naga-loka o le profondità di fiumi, laghi e oceani, custodendo tesori, acque e conoscenze segrete. Come custodi di tesori, acque e sapere segreto, i Naga si affiancano ad altre creature sacre e guardiane venerate nelle diverse culture, esaminate in Animali sacri e creature guardiane a confronto.

Tra i Naga più venerati vi è Shesha (o Ananta), il serpente cosmico a mille teste su cui Vishnu riposa fluttuando sull’oceano cosmico primordiale tra un ciclo di creazione e l’altro, sostenendo con la propria immensità l’intero peso dell’universo manifestato.

Un altro Naga fondamentale, Vasuki, compare come protagonista in un mito diverso: nel racconto del frullamento dell’Oceano di Latte, viene utilizzato dagli dèi e dai demoni come corda vivente attorno al monte Mandara per agitare le acque primordiali ed estrarne l’amrita, la bevanda dell’immortalità.

Considerati creature ambivalenti — capaci di elargire prosperità e protezione ma anche di scatenare siccità o inondazioni se offesi — i Naga occupano nella cosmologia induista e buddhista un ruolo di intermediari tra il mondo umano e le forze sotterranee delle acque, spesso oggetto di culti locali distinti da quelli rivolti alle divinità maggiori.

Guardiani nel buddhismo

I Naga occupano un ruolo importante anche nella tradizione buddhista: si narra che il re serpente Mucalinda avvolse le sue spire attorno al Buddha in meditazione per proteggerlo da una tempesta torrenziale, mentre in molte iconografie asiatiche i Naga fungono da guardiani dei templi e delle scale sacre, come le celebri balaustre a più teste di serpente del complesso di Angkor Wat in Cambogia.

Custodi dell’architettura sacra

Dalle balaustre dei templi cambogiani alle sculture nei templi induisti dell’India meridionale, l’immagine del Naga multiforme continua a essere impiegata come elemento architettonico e decorativo carico di significato religioso, segno di quanto questa figura mitologica abbia attraversato confini geografici e religiosi rimanendo un simbolo condiviso di protezione e potere sacro delle acque.

Naga e Garuda: un’inimicizia cosmica

Il mito indù narra che i Naga e il loro eterno nemico Garuda, l’aquila divina che diviene il veicolo di Vishnu, discendono da due sorelle rivali, Kadru e Vinata, la cui contesa domestica si trasforma in una faida perpetua: Garuda caccia i serpenti come cibo, ma risparmia per patto quelli che portano il segno della devozione, un equilibrio fragile tra predazione e rispetto che attraversa l’intera iconografia induista e buddhista, dove le due creature compaiono spesso insieme come emblemi complementari del cielo e delle acque. Questa rivalità, insieme alla comune natura ibrida delle due creature, offre uno dei paralleli più chiari con le altre coppie mitiche di predatore alato e serpente acquatico diffuse in culture lontane tra loro.

Dettagli
Tipologia
Habitat
Poteri e abilità
Punti deboli
Aspetto fisico
Tipo di creatura
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