Budj Bim è un vulcano spento e il paesaggio culturale circostante, nel Victoria sudoccidentale, riconosciuto come luogo sacro fondativo dal popolo Gunditjmara. Secondo la tradizione Gunditjmara, Budj Bim è il volto di un essere ancestrale che emerse dalla terra all’inizio dei tempi: il termine stesso, nella lingua Dhauwurd Wurrung, significa “testa alta” o “dente alto”, riferendosi alla forma del cratere e delle colate laviche visibili nel paesaggio.
L’eruzione di Budj Bim, avvenuta secondo le datazioni geologiche circa 30.000-37.000 anni fa, produsse estese colate di lava che i Gunditjmara trasformarono, in un arco di tempo di migliaia di anni, in uno dei più antichi e sofisticati sistemi di acquacoltura conosciuti al mondo: canali, dighe e trappole in pietra costruiti per intrappolare, allevare e raccogliere anguille (kooyang) lungo il corso del fiume Darlot e delle zone umide vicine.
Questo sistema di acquacoltura, oggetto di approfondite ricerche archeologiche, ha permesso ai Gunditjmara di sostenere insediamenti permanenti basati sulla pesca dell’anguilla, in contrasto con l’immagine tradizionale, oggi ampiamente rivista dagli studiosi, di un’Australia aborigena composta esclusivamente da gruppi nomadi di cacciatori-raccoglitori: le prove archeologiche di Budj Bim mostrano una gestione idraulica pianificata e mantenuta nel tempo su una scala considerevole.
Nel 2019 il paesaggio culturale di Budj Bim è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, riconosciuto per il suo eccezionale valore universale sia come testimonianza di ingegneria idraulica precoloniale sia come luogo di continuità culturale vivente per il popolo Gunditjmara, che ne cura tuttora la gestione in collaborazione con le autorità di conservazione statali e federali.
Oltre al proprio valore archeologico e ambientale, Budj Bim rimane un luogo di significato spirituale attivo per la comunità Gunditjmara, che ne custodisce alcuni aspetti narrativi più interni riservandoli alla trasmissione interna, mentre altri elementi della storia del luogo, inclusa la sua identità di essere ancestrale e il funzionamento del sistema di canalizzazione, sono stati resi pubblici con il consenso della comunità stessa, anche attraverso il centro visitatori e i tour guidati Gunditjmara sul posto.
Come i siti costieri collegati al cammino di Tjilbruke per i Kaurna, anche Budj Bim mostra come, in diverse tradizioni aborigene australiane, un evento naturale straordinario (un’eruzione vulcanica, un cammino di lutto) venga trasformato dalla narrazione ancestrale in un elemento fondativo del paesaggio, e come tale paesaggio resti al tempo stesso un luogo di importanza pratica concreta — qui un sistema di produzione alimentare — e di significato religioso permanente per la comunità che lo abita.
Gli archeologi hanno datato alcune componenti del sistema di canalizzazione di Budj Bim a circa 6.600 anni fa, rendendone le strutture in pietra tra le più antiche opere di ingegneria idraulica conosciute al mondo tuttora identificabili sul terreno: una scoperta che ha contribuito in modo significativo, insieme ad altri siti aborigeni riconosciuti a livello internazionale, a ridefinire la comprensione accademica della complessità economica e tecnologica delle società aborigene precoloniali.
