Bunjil è il grande antenato creatore venerato dalle nazioni Kulin, una confederazione di popoli che abitano la regione centro-meridionale dell’attuale Victoria, in Australia sudorientale. Rappresentato tradizionalmente come un’aquila cuneata (Aquila audax, il rapace più grande del continente) capace di assumere anche forma umana, Bunjil è la figura a cui si attribuisce la creazione della terra, delle montagne, dei fiumi e dei primi esseri umani, plasmati dalla corteccia degli alberi e animati con il proprio soffio vitale.
Le narrazioni Kulin raccontano che Bunjil abbia governato il mondo insieme al fratello minore Waang, il corvo, figura dal carattere più imprevedibile e talvolta in conflitto con l’ordine stabilito dal fratello maggiore: una dinamica tra un creatore ordinatore e un parente più impulsivo che ricorre, con proprie varianti, in numerose cosmologie native australiane.
Dopo aver completato la propria opera e insegnato ai Kulin le leggi sociali, i confini del territorio e le pratiche cerimoniali corrette, la tradizione narra che Bunjil abbia raccolto tutti i venti in un otre di pelle e sia infine asceso al cielo, dove risiede tuttora come stella, spesso identificata con Altair, osservando dall’alto il rispetto delle leggi che ha lasciato in eredità.
Uno dei luoghi più noti associati a Bunjil è un riparo roccioso nella regione di Grampians/Gariwerd, nel Victoria occidentale, che ospita pitture rupestri raffiguranti la figura del creatore accompagnato dai suoi due dingo: il sito, gestito oggi in collaborazione con le comunità aborigene locali, è aperto al pubblico proprio nella misura in cui le comunità stesse ne hanno autorizzato la divulgazione, mentre altri aspetti del culto restano riservati alle cerimonie interne.
Come Baiame presso i Kamilaroi ed Euahlayi, anche Bunjil appartiene al motivo diffuso, in molte tradizioni native australiane, del “padre celeste” che crea, legifera e infine si ritira dal mondo terreno lasciando dietro di sé un paesaggio intriso di significato sacro: la principale differenza sta nella forma assunta, aquila per Bunjil e figura antropomorfa per Baiame, e nel rapporto con una figura fraterna più caotica (Waang il corvo) piuttosto che con serpenti modellatori del paesaggio.
Bunjil resta oggi un simbolo di identità particolarmente sentito dalle comunità Kulin: il suo nome e la sua immagine compaiono in opere pubbliche, programmi scolastici e iniziative di rivitalizzazione linguistica realizzate con il coinvolgimento diretto delle comunità stesse, un segno della vitalità contemporanea di una tradizione spesso erroneamente percepita come esclusivamente appartenente al passato.
Il ritiro celeste di Bunjil non ne ha spento il ruolo di garante delle leggi sociali: nella tradizione Kulin, la sua eredità include il sistema stesso di divisione della società in due metà cerimoniali complementari, spesso identificate proprio con le due creature fraterne, l’aquila e il corvo, a cui gli individui e i gruppi familiari appartengono per regolare matrimoni e obblighi reciproci. Questo doppio ordinamento, insieme al codice di comportamento che Bunjil avrebbe trasmesso prima di ascendere, viene ancora oggi richiamato in cerimonie e iniziative educative condotte dalle comunità Kulin per trasmettere alle nuove generazioni la continuità tra il tempo della creazione e la vita quotidiana contemporanea.
