Baiame è il padre celeste e la figura creatrice più venerata nelle tradizioni dei popoli Kamilaroi e Euahlayi, custoditi rispettivamente nelle regioni interne del New South Wales settentrionale, in Australia. Descritto come un essere immenso disceso dal cielo all’inizio dei tempi, Baiame viene generalmente rappresentato mentre attraversa la terra portando con sé un grande bastone cerimoniale, tracciando fiumi, modellando le montagne e stabilendo le prime leggi sociali per i popoli che lo avrebbero seguito.
Secondo le narrazioni raccolte da etnografi come K. Langloh Parker alla fine del XIX secolo, Baiame avrebbe insegnato ai primi uomini le regole del vivere comune: come condividere il cibo, come rispettare gli anziani e come prendersi cura della terra che li sosteneva. Al termine del proprio compito, la tradizione narra che si sia ritirato in un luogo celeste, spesso associato al firmamento stellato, da cui continua a osservare il rispetto delle leggi che ha stabilito.
Un elemento ricorrente nelle narrazioni è il legame di Baiame con l’acqua: gli si attribuisce la creazione di pozze d’acqua permanenti (i cosiddetti “gilgai”) nelle pianure aride dell’interno, un dono di sopravvivenza fondamentale per popoli abituati a lunghi periodi di siccità. Alcune versioni raccontano che due grandi serpenti, Kurrea e Wai, abbiano scavato il corso dei fiumi Namoi e Barwon proprio seguendo il volere di Baiame, un dettaglio che lega la figura del padre celeste al motivo, diffuso in molte tradizioni native australiane, del serpente come agente modellatore del paesaggio.
Il nome Baiame, e le storie a lui associate, restano tuttora parte viva della cultura Kamilaroi e Euahlayi contemporanea: la sua immagine compare in opere d’arte pubbliche e in programmi educativi realizzati in collaborazione con le comunità stesse. Non tutti gli aspetti del suo culto originario sono stati resi pubblici: alcuni dettagli cerimoniali restano riservati alle cerimonie di iniziazione maschile e non compaiono nella letteratura divulgativa, una riservatezza che questa voce rispetta limitandosi ai soli elementi già ampiamente pubblicati.
Gli studiosi comparatisti, tra cui Mircea Eliade nei suoi lavori sulle religioni dei cacciatori-raccoglitori, hanno accostato Baiame ad altre figure di “padre celeste” ritirato (deus otiosus) presenti in molte cosmologie del mondo: un creatore che, dopo aver ordinato il cosmo e stabilito le leggi morali, si allontana dalla gestione quotidiana degli affari umani, lasciando ad altre figure (spiriti locali, antenati, eroi civilizzatori) il compito di mediare con la comunità dei viventi.
La figura di Baiame illustra bene un principio centrale delle cosmologie native australiane: la legge (in molte lingue indicate con termini che si traducono approssimativamente come “il Sogno” o “la Legge del Sogno”) non è un semplice codice etico astratto, ma è intessuta fisicamente nel paesaggio stesso, in ogni fiume, pozza d’acqua e formazione rocciosa che il racconto della sua creazione ha lasciato dietro di sé.
Nelle rappresentazioni artistiche contemporanee autorizzate dalle comunità Kamilaroi ed Euahlayi, Baiame viene spesso raffigurato con le braccia aperte, un gesto interpretato come segno di protezione verso la terra e i suoi abitanti; questa iconografia, diffusa anche in contesti educativi pubblici realizzati in collaborazione con le comunità stesse, ha contribuito a rendere Baiame una delle figure spirituali native australiane più riconoscibili al pubblico non indigeno, pur restando saldamente ancorata al proprio contesto culturale d’origine.
