Periodo storico
Fonti
Saga di Grettir; saghe islandesi

Draugr

Il draugr è il morto vivente del folklore norreno che occupa il proprio tumulo funerario, dotato di forza sovrumana, celebre per l'episodio della Saga di Grettir contro il draugr Glámr.

Il draugr è, nel folklore norreno, un morto vivente che continua a occupare il proprio tumulo funerario, animato da un attaccamento morboso ai propri beni terreni o da un rancore non placato verso i vivi, capace di uscire dalla tomba per tormentare chiunque si avvicini.

Diversamente da molte concezioni successive del non-morto, il draugr conserva secondo le saghe islandesi una forza fisica sovrumana e persino la capacità di aumentare le proprie dimensioni corporee, diventando enorme e nerastro come la morte stessa, capace di schiacciare gli intrusi o di cavalcare i tetti delle case durante la notte.

Le saghe raccontano di eroi capaci di affrontare e sconfiggere questi morti viventi in lotta corpo a corpo, come nel celebre episodio della Saga di Grettir in cui l’eroe Grettir affronta il draugr Glámr, un pastore morto trasformato in creatura malvagia le cui maledizioni pronunciate in punto di morte perseguiteranno Grettir per il resto della sua vita.

Accanto ad altre minacce cosmiche più grandi come Fenrir, il draugr popola l’immaginario norreno delle minacce più intime e quotidiane: per impedire che un morto si trasformasse in draugr, le comunità scandinave praticavano rituali funerari specifici, come legare i piedi del defunto, seppellirlo a faccia in giù, o piantare oggetti acuminati nella tomba.

Due tipi di draugr

Le saghe distinguono in realtà due varianti principali: lo haugbúi (“abitante del tumulo”), legato in modo statico al proprio luogo di sepoltura e raramente pericoloso per chi non vi si avvicina, e il draugr propriamente detto, capace invece di vagare liberamente nella notte, entrare nelle case, cavalcare i tetti fino a sfondarli e persino attaccare il bestiame, portando morte o follia a chi lo incontra. Un caso particolarmente noto è quello di Þórólfr Bægifótr nella Eyrbyggja saga, il cui cadavere, dopo aver seminato il terrore tra gli abitanti della valle, dovette essere dissotterrato, bruciato e le sue ceneri disperse in mare, unica soluzione definitiva contro un draugr che nemmeno la decapitazione riusciva a fermare del tutto. Un altro rimedio attestato nelle fonti islandesi consisteva nel far passare il corteo funebre attraverso un’apertura praticata appositamente nel muro della casa, mai dalla porta principale, per confondere lo spirito del defunto e impedirgli di ritrovare la via del ritorno tra i vivi.

Un’eredità nella cultura popolare moderna

La figura del draugr, distinta sia dagli zombie del folklore caraibico sia dai fantasmi incorporei, è stata riscoperta dalla cultura popolare contemporanea attraverso videogiochi, serie televisive e romanzi fantasy ambientati in scenari vichinghi, spesso in coppia con altre minacce del bestiario norreno come i lupi giganti discendenti di Fenrir. A differenza dei guerrieri caduti in battaglia che raggiungono il Valhalla, il destino da draugr era considerato una vera e propria maledizione, riservata a chi moriva in circostanze malvagie, annegato, suicida o privato dei riti funebri dovuti, condizioni che nell’immaginario norreno impedivano il passaggio sereno verso l’aldilà.

Dettagli
Tipologia
Habitat
Poteri e abilità
Punti deboli
Aspetto fisico
Tipo di creatura
Voci correlate
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