Periodo storico
Tradizione orale e rituale documentata dal periodo precoloniale
Fonti
Wande Abimbola, Ifá: An Exposition of Ifá Literary Corpus (1976)

L’Ọpọ́n Ifá

Ọpọ́n Ifá
Il vassoio divinatorio yoruba usato dai babalawo per consultare l'oracolo di Ifá attraverso i segni tracciati con la polvere iyerosun.

L’Ọpọ́n Ifá, il vassoio divinatorio della tradizione yoruba, è lo strumento sacro attraverso cui il sacerdote-indovino chiamato babalawo comunica con Orunmila, la divinità della saggezza e del destino, interrogando l’oracolo di Ifá per rivelare la volontà divina e guidare le scelte più importanti della vita degli individui e della comunità.

Il vassoio, generalmente di forma circolare o rettangolare e riccamente intagliato lungo i bordi con motivi che raffigurano divinità, antenati e scene simboliche, viene cosparso di una sottile polvere di legno chiamata iyerosun, sulla quale il babalawo traccia con le dita i segni risultanti dalla manipolazione di sedici semi sacri di palma, gli ikin, o di una catena divinatoria chiamata opele: ciascuna configurazione di segni corrisponde a uno dei 256 Odù, i versetti dell’antico corpus poetico-divinatorio di Ifá, che il sacerdote deve conoscere a memoria insieme a un vasto repertorio di miti, proverbi e precedenti storici associati a ciascun responso.

Al centro superiore del vassoio compare quasi sempre intagliato il volto di Èṣù, il messaggero divino e guardiano dei crocevia, la cui presenza iconografica ricorda che nessuna comunicazione tra il mondo umano e quello divino può avvenire senza il suo intervento come tramite; questa collocazione centrale sottolinea come la consultazione oracolare non sia mai un atto puramente meccanico, ma un vero e proprio dialogo rituale mediato da più livelli del pantheon yoruba.

L’Ọpọ́n Ifá rappresenta, insieme al concetto stesso di Àse, il potere generativo che anima ogni azione e parola nel cosmo yoruba, uno dei pilastri concettuali su cui si fonda l’intero sistema religioso e filosofico yoruba: la pratica divinatoria di Ifá, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, continua a essere praticata ancora oggi non solo in Nigeria ma in tutte le comunità della diaspora africana influenzate dalla religione yoruba, dal Brasile a Cuba.

La complessità del sistema di Ifá, che richiede memorizzare migliaia di versi poetici associati ai 256 Odù insieme ai miti, ai proverbi e alle prescrizioni rituali corrispondenti a ciascuno, spiega perché la formazione di un babalawo richieda tradizionalmente anni di apprendistato sotto la guida di un maestro già affermato: l’Ọpọ́n Ifá diventa così non soltanto uno strumento tecnico di divinazione ma anche il simbolo tangibile di un intero sistema di trasmissione della conoscenza orale che ha attraversato generazioni, sopravvivendo alla tratta atlantica degli schiavi e mantenendosi vivo, seppur adattato, nelle pratiche religiose afro-americane della diaspora.

Dagli Odù all’oracolo vivente: il corpus poetico dietro ogni segno

Ciascuna delle 256 figure che possono comparire sull’Ọpọ́n Ifá non è un semplice simbolo astratto, ma la porta d’accesso a un intero blocco di versi, miti e proverbi raccolti nell’Odu Ifa, il vasto corpus poetico-divinatorio che il babalawo recita a memoria durante la consultazione: la polvere di iyerosun tracciata sul vassoio funge così da semplice indice mnemonico, un rimando visivo che permette al sacerdote di richiamare alla mente il verso corretto tra le migliaia custodite nella tradizione orale e di applicarlo al caso specifico portato dal consultante.

L’Ọpọ́n Ifá tra gli strumenti oracolari del mondo

Come tavola liscia su cui si manifestano segni da interpretare, l’Ọpọ́n Ifá condivide una logica profonda con altri strumenti divinatori nati in contesti culturali lontanissimi tra loro, dai bastoncini dell’I Ching cinese alle rune runiche germaniche, dalle interiora esaminate dagli aruspici etruschi ai fondi di caffè della tradizione mediterranea: in tutti questi casi un supporto materiale relativamente semplice diventa la superficie su cui si rende leggibile una volontà divina altrimenti inaccessibile, un tema esplorato più diffusamente nel confronto Oracoli e profezia a confronto, dove il sistema di Ifá figura accanto agli oracoli greci, mesopotamici e cinesi come una delle tradizioni divinatorie più strutturate e longeve del mondo.

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